← QuiDottore Magazine
Tumore del pancreas metastatico: negli USA approvato un nuovo farmaco che raddoppia la sopravvivenza
Salute

Tumore del pancreas metastatico: negli USA approvato un nuovo farmaco che raddoppia la sopravvivenza

Q
Redazione QuiDottore Contenuto ufficiale QuiDottore · Pubblicato il 28/08/2026

Daraxonrasib, nuova terapia orale mirata contro RAS, ottiene il via libera della FDA. Nello studio clinico la sopravvivenza mediana è passata da 6,7 a 13,2 mesi

Una nuova speranza arriva per i pazienti affetti da tumore del pancreas metastatico, una delle neoplasie più difficili da trattare. La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato daraxonrasib, commercializzato negli Stati Uniti con il nome Rasonque, per il trattamento di alcuni pazienti adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico. Si tratta di una novità particolarmente importante perché il farmaco agisce direttamente sulla famiglia di proteine RAS, coinvolte nella crescita e nella proliferazione delle cellule tumorali. A chi è destinato il nuovo farmaco? L'approvazione statunitense riguarda gli adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico che abbiano già ricevuto almeno una precedente terapia sistemica oppure che non siano candidabili a una terapia sistemica combinata con più farmaci. Daraxonrasib è un farmaco orale: la dose indicata dalla FDA è di 300 mg una volta al giorno, fino alla progressione della malattia o alla comparsa di una tossicità non accettabile. Perché RAS è così importante nel tumore del pancreas? Una delle caratteristiche biologiche più importanti dell'adenocarcinoma pancreatico è l'elevata frequenza di alterazioni della via RAS. In particolare, le mutazioni di KRAS sono estremamente comuni nel tumore del pancreas e contribuiscono alla crescita e alla sopravvivenza delle cellule tumorali. Per molti anni RAS è stato considerato un bersaglio estremamente difficile da colpire farmacologicamente. Daraxonrasib rappresenta quindi un'importante evoluzione delle terapie mirate: è un inibitore della famiglia delle GTPasi RAS progettato per interferire con segnali fondamentali per la crescita tumorale. Lo studio su 500 pazienti L'efficacia del trattamento è stata valutata nello studio clinico randomizzato multicentrico RASolute 302, che ha coinvolto 500 pazienti adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico già precedentemente trattato. I partecipanti sono stati assegnati al trattamento con daraxonrasib oppure a una chemioterapia standard scelta dal medico. I risultati hanno mostrato un miglioramento significativo sia della sopravvivenza globale sia della sopravvivenza libera da progressione della malattia. Sopravvivenza da 6,7 a 13,2 mesi Il dato che sta attirando maggiormente l'attenzione riguarda la sopravvivenza globale mediana. Nei pazienti trattati con daraxonrasib è stata di: 13,2 mesi contro: 6,7 mesi nei pazienti sottoposti alla chemioterapia standard. In altre parole, nello studio la sopravvivenza mediana è risultata quasi raddoppiata. Il trattamento ha inoltre determinato una riduzione del rischio di morte del 60% rispetto alla terapia di confronto. Raddoppia anche il tempo senza progressione della malattia Un risultato altrettanto significativo riguarda la sopravvivenza libera da progressione, cioè il periodo durante il quale il tumore non mostra un peggioramento. La mediana è stata: 7,2 mesi con daraxonrasib rispetto a: 3,6 mesi con la chemioterapia standard. Anche la percentuale di pazienti nei quali il tumore ha risposto al trattamento è risultata superiore. Il tasso di risposta obiettiva è stato infatti di circa il 30% con daraxonrasib, rispetto all'11% con la terapia standard. Un risultato importante, ma non significa guarigione È fondamentale interpretare correttamente questi risultati. Parlare di raddoppio della sopravvivenza mediana non significa che sia stata trovata una cura definitiva contro il tumore del pancreas metastatico. Significa invece che, nel gruppo di pazienti studiato, la nuova terapia ha prodotto un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo rispetto alla chemioterapia utilizzata come confronto. Per una malattia aggressiva e storicamente caratterizzata da possibilità terapeutiche limitate, si tratta comunque di un progresso molto rilevante. Quali sono gli effetti indesiderati? Come tutti i trattamenti oncologici, anche daraxonrasib può provocare effetti collaterali. Tra quelli più frequentemente riportati figurano: eruzioni cutanee; diarrea; stomatite e infiammazioni della bocca; nausea; stanchezza; vomito; dolore addominale; edema; diminuzione dell'appetito. Le informazioni prescrittive riportano inoltre specifiche avvertenze riguardanti alcune possibili complicanze, che richiedono un'attenta valutazione e un monitoraggio da parte degli specialisti. Un nuovo capitolo per le terapie mirate L'approvazione rappresenta soprattutto una conferma di quanto la medicina oncologica di precisione stia modificando il trattamento dei tumori. Studiare le caratteristiche molecolari della neoplasia permette infatti di individuare alterazioni che possono diventare bersagli specifici per nuovi farmaci. Nel tumore del pancreas questo approccio è particolarmente importante, perché per molti anni le possibilità di colpire direttamente alcuni dei principali meccanismi responsabili della crescita tumorale sono state molto limitate. Il farmaco è già disponibile in Italia? Al momento è importante fare una distinzione. L'approvazione annunciata riguarda gli Stati Uniti ed è stata concessa dalla FDA. Questo non significa automaticamente che daraxonrasib sia già approvato o disponibile in Italia. L'introduzione di un nuovo farmaco nel nostro Paese richiede infatti i relativi percorsi regolatori europei e nazionali. Secondo le informazioni della FDA, l'iter è stato condotto anche nell'ambito di Project Orbis, con il coinvolgimento di altre autorità regolatorie internazionali; l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha partecipato come osservatore alla revisione. Una speranza concreta dalla ricerca oncologica Il tumore del pancreas continua a rappresentare una delle sfide più difficili dell'oncologia moderna. I risultati ottenuti con daraxonrasib non eliminano questa difficoltà, ma dimostrano che colpire in maniera sempre più precisa i meccanismi molecolari responsabili della crescita tumorale può produrre miglioramenti importanti anche nelle neoplasie più aggressive. L'approvazione statunitense apre quindi una nuova strada terapeutica e rappresenta un risultato significativo della ricerca sui farmaci mirati contro RAS.
Qui
Qui Assistente QuiDottore